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BANDO MAPPATURA REGIONE LOMBARDIA: ARPA CHIARISCA I LATI OSCURI

LO SPORTELLO AMIANTO NAZIONALE CHIEDE AD ARPA DI GIUSTIFICARE ALCUNE PRESUNTE ANOMALIE NEL BANDO. TROPPI I PUNTI CHE RESTITUIREBBERO UN PRODOTTO SCADENTE AD UN COSTO ECCESSIVO. IL QUESITO CONDIVISO CON LE COMMISSIONI AMBIENTE ED ANTICORRUZIONE, REGIONE LOMBARDIA, MINISTERI ED ISPRA

Un quesito urgente partito dall’Ufficio Legale di Analisi dei procedimenti e delle gare pubbliche in materia di Amianto dello Sportello Amianto Nazionale ed indirizzato ad ARPA LOMBARDIA (Direzione Generale e Direzione Amministrativa UO Acquisti) ed in copia conoscenza al Presidente Attilio Fontana di Regione Lombardia, al Presidente e a tutti i membri della VI Commissione Ambiente e Protezione civile, al Presidente e a tutti i membri della Commissione speciale Antimafia anticorruzione, trasparenza e legalità,  all’Onorevole Ministro Sergio Costa presso il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, alla presidenza ed ai membri VIII Commissione (Ambiente, Territorio e lavori pubblici) presso la Camera dei Deputati ed al Direttore Generale dell’ Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA)

 

 

Dopo che sulla piattaforma SINTEL con il codice CIG: 78186970E1 è apparso finalmente il Bando emesso da ARPA LOMBARDIA dopo l’ approvazione di una provvista di EURO 400.000 (Quattrocentomila) che la Giunta Regionale Lombarda deliberò a fine 2018 per incentivare ARPA per la realizzazione dell’aggiornamento e l’estensione della mappatura delle coperture in cemento-amianto in Lombardia.

Lo Sportello Amianto Nazionale che già lo scorso 5 Novembre presso la Camera dei Deputati aveva realizzato un importante consesso tecnico alla presenza del Governo e di rappresentanti di tutte le regioni d’Italia , presentando la situazione delle Mappature in Italia , ha subito provveduto al controllo del Bando che presenta un Importo complessivo a base d’asta € 321.000,00 (I.V.A. esclusa) riscontrando  importanti anomalie ed omissioni di natura tecnica che probabilmente potrebbero viziare il bando stesso e rendere un “Prodotto Finale” scadente ed incompleto con conseguente depauperamento di danaro pubblico , senza il raggiungimento di un reale Obiettivo.

Perciò il QUESITO URGENTE a tutti gli enti che chiede nello specifico ad ARPA giustificazioni sotto la propria responsabilità ed al di fuori di ogni ragionevole dubbio su una procedura che dimostra  evidenze sia tecnico/pratiche che economiche a discapito della collettività.

Nello specifico l’oggetto della Meraviglia dell’ufficio legale di controllo delle procedure e delle gare in materia di Amianto dello Sportello Amianto Nazionale è la specificità della tecnologia richiesta da ARPA per la realizzazione della Mappatura che ad oggi RISULTA ESSERE CERTAMENTE LA PIU’ COSTOSA E CERTAMENTE NON RISULTA ESSERE LA PIU’ PERFORMANTE.

Il Bando di ARPA appunto , richiede unicamente il rilevamento da ottenere con Voli ad alta quota con Pilota , attraverso un velivolo attrezzato con sensori iperspettrali VNIS-SWIR , prodotti dal CNR (Centro Nazionale di Ricerca) attorno gli anni 2000 , che nel tempo hanno ottenuto risultati di scarsissima performance riuscendo ad individuare solo coperture di dimensioni superiori ai 100-200 metri  , quadrati e ciò è apparso tecnicamente ed economicamente inadeguato all’ ufficio legale dello Sportello Amianto Nazionale dal momento che oggi le più moderne tecnologie di telerilevamento per tramite di interazione di Satellite e Ortofoto AGEA RGB-NIR raggiungono una performance di riconoscimento Amianto del 98% , riconoscendo tetti sino a 4 Metri quadrati,  senza alcuna interazione umana in quota perciò a costi molto più contenuti.

Nella lettura del Bando appare evidente come mentre per la tecnologia richiesta (immagini acquisite con sensori iperspettrali VNIS-SWIR aviotrasportati) il dettaglio è così stringente da ammettere a gara di fatto le sole aziende private che nell’ arco del tempo hanno acquistato il sensore dal CNR (Probabilmente 1 Sola in ITALIA) , Non è richiesta di contropartita NESSUNA ESPERIENZA SPECIFICA NELLA REALIZZAZIONE DI MAPPATURE DI MANUFATTI IN CEMENTO AMIANTO, Nessuna assicurazione di Performance e di Risultato , Nulla che garantisca appunto che la tecnologia richiesta sia certificata come migliore presente in questo momento sul libero mercato.

 

La situazione appare paradossale , per moltissimi altri aspetti :

Il Primo è la moltissima letteratura di altre ARPA che nel passato si cimentarono in telerilevamenti con la medesima tecnologia richiesta oggi da ARPA Lombardia certificano senza ombra di dubbio la bassissima performance del sistema e la sostanziale inadeguatezza del sensore nel rilevare amianto. A riprova di ciò sta di fatto che il medesimo metodo è utilizzato da Carabinieri, Finanza e Forestale per rilevare altri scenari ma NON L’AMIANTO.

Secondo aspetto inquietante sta nel fatto che una quota del bando, vincolato all’utilizzo di quel sensore sarà destinata all’acquisizione di Mappe Particolari con i voli ad alta quota con pilota (costosissimi) per dare l’opportunità al metodo di essere svolto e questa spesa risulterebbe totalmente ingiustificata dal momento che in REGIONE LOMBARDIA, esistono immagini multispettrali del tipo Ortofoto AGEA , compatibili ed utilizzabili con i più moderni sistemi di telerilevamento satellitare già di proprietà di Regione Lombardia e realizzate per altri studi a Dicembre 2018

Il terzo e significativo è che non è solo lo Sportello Amianto Nazionale a mettere in discussione la performance del metodo richiesto , ma lo testimoniano le più recenti mappature realizzate da Arpa Piemonte, Arpa Calabria e Regione Molise che hanno totalmente scartato l’ obsoleto e costosissimo metodo.

Perciò lo Sportello Amianto Nazionale , con l’ intento di tutelare il Denaro dei cittadini Lombardi che DEVE essere impiegato per ottenere il miglior risultato ha chiesto ad ARPA giustificazione ed agli altri enti di voler a propria volta vigilare sulla regolarità del bando che così strutturato sembrerebbe favorire addirittura alcune, pochissime, se non una sola realtà privata a scapito non solo della evidente qualità del prodotto finale ma anche del normale regime di concorrenza probabilmente in danno alle casse pubbliche .

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