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TUMORE AL POLMONE: RICONOSCIUTA LA CORRELAZIONE DA ESPOSIZIONE ALL’AMIANTO A UN LAVORATORE DELL’OGR DI FIRENZE

LAVORATORE DELL’OGR (OFFICINE GRANDI RIPARAZIONI) DI FIRENZE COLPITO DA TUMORE AL POLMONE SI VEDE RICONOSCIUTA LA MALATTIA PROFESSIONALE PER ESPOSIZIONE ALL’AMIANTO  ED OTTIENE IL RISARCIMENTO PER DANNO BIOLOGICO

Di Amianto si muore e spesso alle indubbie sofferenze fisiche di una malattia che ti porta a soffocare, si aggiungono le umiliazioni di un sistema previdenziale di Stato per cui diventi un elemento da “gestire” con la minor spesa possibile.

Non parliamo di cura , ma di previdenza. Noi siamo in mano ad uno Stato ,dalle mille facce, perciò per uno Stato che tende la mano assicurandoci attraverso il Sistema Sanitario Nazionale le cure che per il mal di amianto non sono altro che accompagnarci in un percorso breve dalla diagnosi alla morte , ne esiste un altro fatto da chi quel Mal di Amianto, tende a non riconoscerlo così agevolmente per non pagare indennizzi che sono nel diritto di chi ammalato ha versato per una vita all’ Istituto Nazionale di Previdenza Sociale tramite contributi propri e del datore di lavoro e si vorrebbe veder riconosciuto, proprio in un momento di totale fragilità il conforto anche economico non solo necessario ma anche di diritto.

Perciò, come spesso accade in questi casi ,  i cittadini vengono in aiuto ai cittadini e le associazioni di difesa delle vittime come parte delle molte che compongono il “comitato scientifico” dello Sportello Amianto Nazionale mettono in campo forze e competenze professionali specifiche a disposizione di chi, colpito dal mal di progresso si sente lasciato solo da uno Stato per cui è diventato un problema economico da minimizzare.

Perciò , per dovere di informazione che contraddistingue l’operato dello Sportello Amianto Nazionale, se pur quasi sempre il nostro lavoro potrebbe apparire volto a temi più “pratici” relativi alla gestione del rischio amianto al fianco delle Pubbliche Amministrazioni e a favore dei cittadini, proprio perché i problemi legati all’amianto sono multidisciplinari e proprio perchè di amianto si muore ancora a 27 Anni dalla messa al Bando , raccontiamo un caso di chi nel momento atroce della malattia,  si è informato rispetto ai propri diritti e ha trovato la forza e la dignità di cercare  giustizia , per lasciare alla famiglia un’eredità che se pur amara come quella del mal da lavoro che ti strappa alla vita , sarà un contributo per il futuro di chi non ha più l’affetto e l’abbraccio di un padre, di un nonno e di un uomo scomparso in nome di un progresso cinico.

Nell’ambito dell’attività della Commissione tecnica Malattie Professionali di Pistoia , che attualmente l’unica di questo genere in Toscana, un EX Lavoratore della OGR ( Officine grandi riparazioni Firenze)  era venuto a conoscenza dalla stampa e dai mass media dello Sportello Amianto, al quale si era rivolto illustrando il suo caso, essendo affetto da cancro ai polmoni, patologia non riferita necessariamente all’esposizione all’amianto e perciò spesso controversa soprattutto nell’opportunità di riconoscimento di benefici previdenziali legati all’esposizione all’inquinante.

Daniele Manetti A.N.M.I.L. Pistoia

Indirizzato all’Associazione A.N.M.I.L. di Pistoia per l’esame della posizione lavorativa , della documentazione e per un conforto, pur abitando a Firenze il lavoratore trovò in questa associazione di volontariato l’accoglienza che si aspettava in via  logica e naturale da parte degli enti di Stato che si dimostravano rigidi nel credere e riconoscere una possibile concausa tra il suo tumore al polmone e l’esposizione all’amianto.

Da quanto esponeva all’associazione, emergevano nel quadro generale elementi tuttavia tali da far ritenere sussistente la correlazione e perciò ingiustificata la reticenza dell’ente di Previdenza nel riconoscimento di malattia professionale, che fino a quel momento non era stata riconosciuta nelle precedenti visite mediche.

Seguito da Daniele Manetti, Coordinatore Commissione Tecnica Malattie Professionali ANMIL premiato con il premio ETERNOT del Comune di Casale Monferrato nel 2018, conferitogli per il Suo impegno che lo ha contraddistinto nella lotta all’amianto,  il lavoratore si recava quindi presso la medicina del lavoro di Siena, parte di un protocollo di sorveglianza sanitaria , quello della toscana, tra i pochi strutturati d’Italia (Guarda il nostro precedente articolo su come funziona la Sorveglianza Sanitaria in Regione Toscana) ,  dove veniva accertato, in evidenza al percorso di anamnesi di vita e di lavoro e in contraddizione alle negazioni precedenti a carico di chi per lo Stato lo aveva visitato, che l’esposizione all’amianto durante l’attività lavorativa era correlabile all’insorgenza della patologia di cancro polmonare da cui era affetto il lavoratore e si provvedeva finalmente accertati i fatti alla redazione del primo certificato di malattia professionale ed ad avviare le relative pratiche medico-legali finalizzate all’ottenimento di tutte le cautele di previdenza nel diritto del lavoratore.

Avv. Paola Pellegrini

Perciò con la “ robusta ed essenziale” documentazione medica rilasciata dalla medicina del lavoro di Siena, il lavoratore , con il patronato ANMIL Pistoia e con la consulenza legale dell’Avv. Paola Pellegrini della Commissione Malattie Professionali di Pistoia, presentava quindi domanda all’INAIL che veniva come di diritto subito accolta, riconoscendo un’alta percentuale di danno. Inoltre, visto comunque il passare del tempo e l’aggravarsi evidente delle sue condizioni di salute, al lavoratore assistito dal circuito associativo veniva consigliato di fare reclamo all’ ente di previdenza e l’INAIL addiveniva quindi al riconoscimento di un danno con una rendita ancora maggiore.

Sulla base di tale accertamento che se pur tardivo , determinava l’assoluta correlazione tra il Cancro al Polmone contratto dal lavoratore e l’esposizione all’amianto , il lavoratore come nel suo diritto procedeva quindi all’azione legale per il riconoscimento del danno biologico e degli ulteriori danni derivanti dalla malattia professionale conclamata ed accertata.

Questa è la storia di un essere umano ! colpito nella salute da un “mal di progresso” ed  è una testimonianza della sofferenza e delle problematiche cui vanno incontro i lavoratori colpiti da patologie correlate all’asbesto e la sua vicenda è stata seguita dalla Commissione che ha portato al risultato in tutti i passaggi del suo percorso, sia dal punto di vista medico, che legale e naturalmente anche sotto il profilo umano confortando l’individuo in un momento di estrema solitudine e sconcerto coadiuvato da una parte di Stato, probabilmente “Avverso” , certamente assente.

In casi come questi, è fondamentale assistere i cittadini i malati e i loro familiari assicurando un sostegno che possa aiutarli a districarsi nei difficili iter burocratici e che fornisca loro gli strumenti adeguati per veder riconosciuti i propri diritti, attivandosi nei modi opportuni per veder esperite le tutele ottenibili e proprio in questi difficili momenti, se pur le leggi nazionali dichiarano chiaramente che l’assistenza delle pubbliche amministrazioni a conforto dei cittadini è sancita e di diritto e non fornirla configurerebbe addirittura ipotesi di reato, ci troviamo spesso soli e spesso dobbiamo arrangiarci per capire, conoscere , affrontare anche nel momento di difficoltà.

Ancora troppo spesso, infatti, la complessità delle procedure burocratiche e la mancanza di adeguata informazione impedisce ai lavoratori affetti da patologie asbesto correlate di ottenere adeguato riconoscimento dei danni subiti.

La sensibilizzazione e l’informazione della collettività su queste tematiche è fondamentale per dare supporto ai lavoratori malati da amianto in tutte le fasi del riconoscimento dei loro diritti, sia amministrative, mediche, legali, oltre che morali, per questo lo Sportello Amianto Nazionale annovera al Suo interno un robusto comitato scientifico esperto anche in queste materie e indirizza i cittadini ed i lavoratori che necessitano di consulenze in ambiti delicati come la malattia e la previdenza , garantendo il conforto dell’associazione più vicina e competente rispetto al problema specifico che si prenderà carico della richiesta del cittadino nello spirito etico della sussidiarietà e del mutuo soccorso .

Noi siamo l’unico strumento di comunicazione volto al cittadino per l’informazione per la gestione del rischio in ambito amianto , attivo in più di 500 amministrazioni locali virtuose che nel rispetto della legge assolvono tramite noi al proprio compito di legge di informare a 360 gradi i cittadini su diritti e doveri in ambito amianto.

E’ inevitabile che ,una piccola parte di richieste di informazione che giungono allo Sportello Amianto Nazionale , non siano consulenze ed aiuti gratuiti di natura ambientale , fiscale , legata alla gestione della bonifica ed alla prevenzione primaria nei luoghi di vita e di lavoro , ma purtroppo qualche volta ci raggiunga, in cerca di conforto, chi è stato colpito dal mal di amianto.

Perciò la nostra battaglia in questo ambito delicato ha fatto una scelta etica e mette insieme le competenze di moltissimi ambiti associativi qualificati e riconosciuti da decenni e vuole mettere insieme due mondi , quello di chi sta soffrendo che spesso si sente vessato e lasciato solo, con il mondo dell’associazionismo etico, quello del volontariato vero , quello di chi spesso ha sofferto a sua volta e pone al primo posto il rispetto per la vita , per la dignità umana e anche per la malattia, scevro da interessi privati e personali che spesso si nascondono dietro a un mondo che ha un’indubbio “valore” per chi può agire senza scrupoli, come quello dei risarcimenti.

Perciò lo Sportello Amianto Nazionale costituisce anche in questo caso il proprio comitato scientifico dopo una attenta analisi dei partner ed affonda anche nelle previdenze la sua base nella pluralità delle sigle che da 30’anni mettono al centro il valore umano , proprio per agire sempre per il mutuo soccorso e in via sussidiaria allo Stato nell’assistenza ai cittadini e scongiurare che in un ambito così complesso ed economicamente controverso da un lato e “attenzionato” dall’altro come la previdenza, il malato non sia ne un freddo numero da gestire con il minor costo ne tantomeno una preda da depredare.

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