Amianto e malattie professionali: l’Europa aggiorna la lista dei tumori e delle categorie esposte

Cosa cambia con la Raccomandazione (UE) 2025/2609 e perché riguarda direttamente lavoratori, medici e amministrazioni pubbliche

Il 18 dicembre 2025 la Commissione europea ha adottato la Raccomandazione (UE) 2025/2609, che aggiorna e sostituisce integralmente la precedente Raccomandazione (UE) 2022/2337 sulla lista europea delle malattie professionali.

Il provvedimento rappresenta un passaggio di rilievo storico nella gestione del rischio amianto in Europa: non solo amplia l’elenco delle patologie riconosciute come di origine occupazionale, ma rafforza il legame tra prevenzione, sanità pubblica, riconoscimento previdenziale e tutela dei diritti dei lavoratori.

Perché l’amianto è ancora un’emergenza attuale

Nonostante il divieto di produzione e utilizzo introdotto nel 2005, l’amianto continua a produrre effetti sanitari gravissimi:

  • tra 4,1 e 7,3 milioni di lavoratori risultano tuttora potenzialmente esposti;

  • l’amianto è responsabile di oltre il 75% dei tumori professionali riconosciuti nell’Unione europea;

  • settori come edilizia, manutenzione, gestione rifiuti, cantieri, emergenza e antincendio restano ad alto rischio;

  • la lunga latenza delle patologie asbesto-correlate (anche oltre 30 anni) fa sì che i casi continueranno ad emergere fino agli anni 2030.

A questo si aggiunge l’effetto della Renovation Wave europea, che comporterà un aumento significativo di interventi su edifici costruiti in epoche in cui l’amianto era ampiamente utilizzato.

Le nuove malattie asbesto-correlate riconosciute

Il cuore della Raccomandazione (UE) 2025/2609 è l’aggiornamento degli Allegati che compongono la European schedule of occupational diseases.

Nuove patologie inserite nell’Allegato I (riconoscimento pieno):

  • Cancro della laringe causato da amianto

  • Cancro dell’ovaio causato da amianto

  • Placche pleuriche con compromissione funzionale respiratoria

  • Versamento pleurico non maligno da amianto

Si tratta di un passaggio cruciale: patologie che in molti ordinamenti erano considerate “controverse” o “di difficile attribuzione” vengono ora riconosciute formalmente come malattie professionali a livello europeo.

Nuove patologie inserite nell’Allegato II (sorveglianza e futura inclusione):

  • Cancro del colon

  • Cancro del retto

  • Cancro dello stomaco

L’inserimento in Allegato II implica l’obbligo per gli Stati membri di raccogliere dati epidemiologici, promuovere ricerca e valutare il futuro riconoscimento pieno.

Un cambio di paradigma: dalla riparazione alla prevenzione

La Raccomandazione non si limita al riconoscimento delle malattie, ma chiede agli Stati membri di:

  • definire obiettivi nazionali misurabili per la riduzione delle malattie professionali;

  • rafforzare i sistemi di segnalazione, tracciabilità e statistica sanitaria;

  • coinvolgere attivamente i servizi sanitari e i medici nella diagnosi precoce;

  • diffondere strumenti clinici e linee guida aggiornate;

  • promuovere la ricerca scientifica sulle patologie occupazionali emergenti.

Il testo si coordina con il nuovo quadro normativo introdotto dalla Direttiva (UE) 2023/2668, che ha abbassato in modo significativo i limiti di esposizione professionale all’amianto.

Cosa comporta per l’Italia

Pur essendo formalmente una Raccomandazione, il documento ha un peso determinante:

  • orienta le politiche nazionali di prevenzione;

  • incide sulle prassi di riconoscimento delle malattie professionali;

  • rafforza la posizione dei lavoratori e dei cittadini esposti;

  • impone a Regioni, ASL e amministrazioni pubbliche un approccio più rigoroso e aggiornato.

Entro il 31 dicembre 2026, gli Stati membri dovranno comunicare alla Commissione le misure adottate in relazione alle nuove patologie riconosciute.

Il ruolo dell’informazione e della prevenzione

La Raccomandazione (UE) 2025/2609 conferma un principio centrale:
la gestione del rischio amianto non è solo una questione tecnica, ma un dovere di sanità pubblica, trasparenza e tutela dei diritti.

In questo contesto, l’informazione corretta, accessibile e multidisciplinare diventa uno strumento essenziale per:

  • cittadini;

  • lavoratori;

  • amministrazioni locali;

  • professionisti sanitari e tecnici.

Sportello Amianto Nazionale

Lo Sportello Amianto Nazionale opera da anni per supportare cittadini e pubbliche amministrazioni nella corretta gestione del rischio amianto, nella prevenzione delle esposizioni e nell’orientamento ai diritti sanitari e previdenziali.

La Raccomandazione (UE) 2025/2609 rappresenta un ulteriore passo verso un obiettivo condiviso:
ridurre l’impatto dell’amianto, tutelare la salute e costruire un futuro realmente “asbestos-free”.

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