Lo sapevi che anche l’INAIL investe in ricerca e brevetta tecnologie, persino nel settore dell’amianto?

Da che mondo è mondo, dove nasce davvero l’innovazione industriale?


La risposta è sempre la stessa, in ogni settore e in ogni epoca: nasce dagli investimenti in studio, ricerca e sviluppo.

Le più grandi innovazioni che oggi utilizziamo quotidianamente derivano, storicamente, da due grandi motori:

  • le imprese, che finanziano ricerca interna per sviluppare, proteggere e rendere competitivi nuovi prodotti;

  • le università e i centri di ricerca, che in tutto il mondo studiano, sperimentano e innovano grazie a fondi pubblici, arrivando spesso al deposito di brevetti.

In entrambi i casi il meccanismo è identico:
qualcuno investe, qualcuno studia, qualcuno sviluppa e protegge un’idea.

Poi arriva il momento cruciale, quello del confronto con la realtà industriale:
quello che ho inventato e protetto può essere utile al mercato? Può essere competitivo? Può reggere il confronto in termini di performance e rendita industriale?

È esattamente così che nascono i prodotti che ogni giorno troviamo sugli scaffali di un negozio tecnico, di uno shop online o perfino di un supermercato.
Un matrimonio tra scienza e industria, che funziona solo se la teoria dello sviluppatore incontra la pratica dell’industria. Un equilibrio alla pari, un vero win-win, dove nessuno dei due mondi può fare a meno dell’altro.

Un mercato già maturo e altamente competitivo

Questo schema vale anche – e forse soprattutto – per il settore dell’amianto.
Qui il mercato è tutt’altro che vergine: esistono leader mondiali e nazionali che da anni progettano e commercializzano apparecchiature, metodologie e sistemi all’avanguardia.

Nel campo dei Dispositivi di Protezione Individuale, del monitoraggio ambientale, del conteggio delle fibre e delle tecnologie analitiche, l’offerta è ampia e consolidata. Molti prodotti sono sviluppati da brand internazionali di riferimento e competono su:

  • affidabilità,

  • precisione,

  • ripetibilità del dato,

  • robustezza operativa,

  • sostenibilità industriale.

È questo il contesto reale con cui ogni nuova tecnologia deve confrontarsi, senza scorciatoie e senza narrazioni autocelebrative.

Accanto all’industria, la ricerca accademica

Accanto a questo mondo industriale, esiste poi quello della ricerca accademica.
Le università italiane e internazionali finanziano con fondi pubblici attività di ricerca e sviluppo, partecipano a progetti scientifici, producono studi e, non di rado, depositano brevetti come naturale esito di percorsi di sperimentazione e innovazione.

È un ecosistema noto e articolato, nel quale la produzione di brevetti non equivale automaticamente a prodotti di mercato, ma rappresenta un patrimonio di conoscenza e di potenziali opportunità. Solo una parte di questi brevetti troverà un partner industriale disposto a credere nell’idea e a portarla alla fase successiva.

In questo ecosistema c’è anche l’INAIL

In questo scenario strutturato di ricercatori e sviluppatori, competitivo e maturo, forse non tutti sanno che anche INAIL svolge il suo ruolo.

Oltre alle funzioni istituzionali più note, l’INAIL:

  • investe direttamente in attività di ricerca,

  • finanzia gruppi di lavoro e studi scientifici,

  • accompagna alcuni risultati fino alla tutela brevettuale.

Non si tratta di un’eccezione, ma dell’applicazione dello stesso modello che vale per università ed enti pubblici di ricerca: fondi pubblici destinati allo sviluppo della conoscenza, alla sperimentazione e, quando opportuno, alla protezione delle idee attraverso brevetti.

Ricerca sì, mercato anche

Ed è qui che emerge l’aspetto forse più interessante.
INAIL crede nel proprio lavoro di ricerca al punto da brevettarlo, ma non si pone come soggetto industriale né come competitor delle imprese già presenti sul mercato.

Al contrario, come si evince chiaramente dai canali ufficiali dell’Istituto, i brevetti vengono messi a disposizione del mercato attraverso:

  • manifestazioni di interesse,

  • valutazioni per licenze,

  • possibili percorsi di valorizzazione congiunta.

In altre parole, INAIL si propone come interlocutore.
Mette sul tavolo studi e titoli di proprietà intellettuale e lascia agli operatori economici, agli investitori e alle imprese strutturate il compito di rispondere alla vera domanda industriale:
questa idea può funzionare nel mercato reale? Può competere? Può diventare un prodotto?

Un nuovo proponente di idee, senza enfasi

Non è una promessa, non è una scorciatoia, non è un’autocelebrazione.
È semplicemente l’apertura di uno scenario.

Per le imprese del settore amianto – soprattutto per quelle che investono abitualmente in innovazione – questo significa avere un nuovo proponente di idee da valutare: un soggetto pubblico che investe in ricerca, protegge i risultati e accetta il confronto con un mercato già ricco di alternative.

Forse non tutti lo sapevano, ma anche questo è INAIL: un istituto complesso che, accanto alle sue funzioni storiche, partecipa al grande ecosistema della ricerca e dell’innovazione, consapevole che solo dall’incontro tra scienza e industria possono nascere soluzioni reali.

Approfondimenti e fonti ufficiali

Per chi volesse andare oltre il racconto e verificare direttamente quanto descritto, INAIL rende pubblicamente consultabili i propri brevetti e le schede di dettaglio delle tecnologie per le quali ricerca partner industriali.

Portafoglio brevetti INAIL
https://www.inail.it/portale/ricerca-e-tecnologia/it/terza-missione/valorizzazione-della-ricerca/portafoglio-brevetti/brevetti.html

Piattaforma europea Knowledge Share – Brevetti INAIL
https://www.knowledge-share.eu/it/brevetti?owners=125

All’interno delle schede è possibile:

  • consultare le descrizioni tecniche dei brevetti,

  • comprendere lo stato di sviluppo delle tecnologie,

  • individuare gli ambiti applicativi ipotizzati da INAIL,

  • accedere alle informazioni per presentare una manifestazione di interesse finalizzata a licenze o percorsi di valorizzazione congiunta.

Questo articolo vuole essere un arricchimento, trasparente e verificabile, di un panorama, quello della ricerca e sviluppo italiana, ricco di grandi idee, partorite da una platea scientifica effervescente, a cui si associa un attore in più, protagonista anch’esso di una ricerca pubblica che produce idee.

Nel nostro spirito di amplificatori di comunicazione, vogliamo raccontarle a voi e a un mercato che resta l’unico vero decisore sul se e come trasformarle in soluzioni industriali.

Ma la notizia è che, proprio in questo spazio di incontro, oggi anche l’INAIL sceglie di collocarsi e di testarsi in un mercato competitivo.

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