Liceo Golgi: SAN ancora in Procura dopo la pubblicazione delle analisi e dei documenti, altre anomalie e potenziali reati
Amianto al Liceo Golgi di Broni: dopo che la dirigenza scolastica ha reso pubblici i dati, lo Sportello Amianto Nazionale deposita in Procura un’ulteriore memoria integrativa alla denuncia-querela
Per lo Sportello si sommerebbero ipotesi di reato a ipotesi di reato, mentre i documenti diffusi dalla stessa scuola sembrano confermare un atteggiamento ingiustificato: lasciare ragazzi e lavoratori esposti al rischio. «Una gestione che, a nostro giudizio, appare una follia lungo tutta la filiera, Sindaco compreso».
Lo Sportello Amianto Nazionale ha depositato per tramite del suo Team Legale, presso la Procura della Repubblica di Pavia, una nuova memoria integrativa nel procedimento già avviato con la denuncia-querela relativa alla presenza di amianto nel Liceo “Camillo Golgi” di Broni, edificio inserito nel Sito di Interesse Nazionale “Broni – ex Fibronit” e frequentato ogni giorno da circa 570 persone, in gran parte minorenni.
La memoria nasce da un fatto nuovo, e paradossale: sono stati i documenti resi pubblici dalla stessa dirigenza scolastica a fornire, ad avviso dello Sportello, ulteriori elementi a sostegno della denuncia.
Perché una nuova memoria
Con una circolare del 9 ottobre 2026 la dirigenza dell’Istituto ha comunicato a studenti, famiglie e personale che i monitoraggi di settembre «hanno confermato che l’attività scolastica continua a svolgersi in condizioni di piena sicurezza», mettendo a disposizione, tramite un link pubblico, la cartella contenente il Programma di Controllo, Custodia e Manutenzione dei materiali contenenti amianto, definita «costantemente aggiornata».
Lo Sportello ha aperto quella cartella e ne ha analizzato, uno per uno, i documenti. Ciò che emerge, secondo lo Sportello, non rassicura affatto; al contrario, parrebbe aggravare il quadro già rappresentato all’Autorità giudiziaria.
La condizione posta da ATS non risulterebbe mai soddisfatta. Dopo la chiusura precauzionale del 23 marzo 2026, con nota del 15 aprile ATS Pavia aveva subordinato la rioccupazione dell’edificio all’aggiornamento del censimento di tutti i materiali contenenti amianto e alla conseguente valutazione del rischio. Il 7 luglio la chiusura è stata revocata «preso atto» di aggiornamenti in tema di censimento e valutazione del rischio. Eppure, nella cartella pubblicata dalla scuola, non compare alcun censimento né alcuna valutazione del rischio successivi al 23 marzo 2026: l’ultimo censimento risale al 2020, l’ultimo indice di valutazione al 2021. Il censimento completo risulterebbe affidato dalla Provincia soltanto il 31 agosto 2026, cinquantacinque giorni dopo la riapertura.
Amosite, una fonte mai censita. Nei monitoraggi documentati è stata rilevata amosite – un anfibolo, tra le forme di amianto più pericolose – in più occasioni: nell’aria di un corridoio nel giugno 2025 e nelle polveri campionate dopo il 23 marzo 2026. Nessun documento di censimento la individua. Per lo Sportello ciò indica l’esistenza di una fonte non censita e pericolosa, la cui origine non risulta essere mai stata ricercata.
Una “sicurezza” costruita su campionamenti puntuali. Il D.M. 6 settembre 1994 stabilisce che il monitoraggio ambientale non può rappresentare da solo un criterio adatto per valutare il rilascio di fibre. La “piena sicurezza” comunicata alle famiglie poggerebbe invece proprio su campionamenti, in parte eseguiti a scuola chiusa e con volumi d’aria inferiori a quelli di riferimento; ulteriore fatto che parrebbe grave è che la circolare, inoltre, risulterebbe emessa prima che fossero disponibili gli esiti dell’ultimo campionamento dell’8 ottobre.
Un programma di controllo rimasto sulla carta. Dai documenti emergerebbero poi elementi che parrebbero indicare un controllo che deve essere approfondito, con potenziali anomalie nella gestione del rischio e delle comunicazioni e anche modifiche documentali apparentemente non giustificabili, sino ad arrivare a documentati frammenti di cemento-amianto e un intervento per il quale, negli atti pubblicati, non risulta la notifica prevista, oltre che rapporti riemessi con indicazioni di data e luogo diverse dagli originali, tutte circostanze per cui lo Sportello ha chiesto l’approfondimento.
La filiera della responsabilità
Lo Sportello sottolinea che il problema non riguarderebbe un solo soggetto, ma l’intera catena istituzionale chiamata a tutelare quei ragazzi: la Provincia, proprietaria dell’edificio e obbligata al censimento e alla valutazione del rischio; la dirigenza scolastica, datore di lavoro, che ha comunicato una “piena sicurezza” sulla base di documenti datati; ATS, che ha revocato la chiusura prendendo atto di aggiornamenti che, nella documentazione resa pubblica dall’Istituto, non trovano riscontro; e il Sindaco, che in qualità di autorità sanitaria locale dispone del potere di ordinanza contingibile e urgente previsto dall’art. 50 del Testo Unico degli Enti Locali e che, per quanto è dato conoscere allo Sportello, non risulta averlo esercitato.
Sullo sfondo, circa 3,2 milioni di euro destinati all’intervento sull’edificio e trasferiti alla Regione Lombardia, mentre la bonifica dell’edificio, la cui necessità è documentata almeno dal 2017, non risulta ancora realizzata.
«Quella che emerge, a nostro giudizio, è una gestione che appare una follia lungo tutta la filiera istituzionale, Sindaco compreso», dichiara il Presidente dello Sportello Amianto Nazionale. «Si chiede alle famiglie di fidarsi di una “piena sicurezza” che, a nostro giudizio, i documenti pubblicati dalla stessa scuola non sostengono. ATS aveva detto chiaramente: prima il censimento di ogni materiale e la valutazione del rischio, poi i ragazzi in aula. Quel censimento, nella cartella resa pubblica, non c’è. In compenso c’è amosite trovata più volte e mai censita. Ogni giorno che passa senza un intervento risolutivo è, a nostro avviso, un giorno di esposizione evitabile. Per questo abbiamo portato tutto in Procura.»
Le richieste all’Autorità giudiziaria
Con la memoria integrativa, corredata da un fascicolo allegati e analisi tecniche riferite a ogni documento reso pubblico dall’istituto, lo Sportello chiede alla Procura di valutare l’adozione di misure cautelari reali a tutela degli occupanti e di considerare la valutazione nel procedimento in corso, di altri ulteriori reati.
Le valutazioni contenute nel presente comunicato rappresentano la posizione dello Sportello Amianto Nazionale sulla base della documentazione disponibile; l’accertamento di eventuali responsabilità spetta esclusivamente all’Autorità giudiziaria.
Articoli recenti
Categorie
- Articoli 2016 (43)
- Articoli 2017 (47)
- Articoli 2018 (35)
- Articoli 2019 (34)
- Articoli 2020 (19)
- Articoli 2021 (27)
- Articoli 2022 (9)
- Articoli 2023 (2)
- Articoli 2024 (67)
- Articoli 2025 (45)
- Articoli 2026 (22)


