LICEO GOLGI: INDAGINE A TUTTO CAMPO, DA ROMA A BRONI, SU PASSATO, PRESENTE E FUTURO

Una Task Force espressamente voluta dal Presidente Fabrizio Protti. In prima linea l’Avv. Virginia Raggi, già Sindaca di Roma, con l’Avv. Sara Di Cunzolo, Coordinatrice del Master di “Tutela giurisdizionale nelle controversie di diritto pubblico” dell’Università Sapienza di Roma, e gli Avv. Antonio Indolfi e Vincenzo Visone, specialisti in contenziosi penali e civili connessi all’amianto.

Al loro fianco oltre trenta professionisti tra i massimi esperti di amianto in Italia, provenienti dal settore pubblico e privato, che si sono offerti di collaborare: tra loro gli estensori della norma UNI 11903:2023 sul censimento dei materiali contenenti amianto e delle Prassi di Riferimento UNI/PdR 152.1 e 152.2, i contributori italiani alle linee guida europee per il survey dell’amianto (Asbestos Survey Guide), gli autori delle guide tecniche INAIL per la sicurezza sul lavoro in ambito amianto e i massimi docenti nazionali sulla responsabilità del rischio amianto.

“Questo caso è il tema accademico sotto ogni punto di vista — legale, amministrativo, tecnico, della prova — di come una normativa efficiente come quella italiana per la gestione del rischio possa essere disattesa a vari livelli e in vari momenti, determinando una deflagrante realtà: la sottovalutazione di un rischio che, secondo le stime, uccide ancora circa 5000 persone all’anno grida tutela e principio di precauzione”.

Broni, 14 settembre 2026 – Lo Sportello Amianto Nazionale schiera una Task Force legale nazionale sulla vicenda del Liceo Camillo Golgi (IIS “L. G. Faravelli” di Stradella) e apre un’indagine a tutto campo su tre fronti: una coordinata indagine amministrativa, un fronte penale già rinforzato tecnicamente e una valutazione dell’agire in sede civile a tutela di ogni parte lesa — famiglie, alunni e lavoratori della scuola.

Sotto la lente non finisce soltanto il passato: finiscono gli atteggiamenti di tutti gli enti competenti, da Roma a Broni, nel passato, nel presente e nel futuro.

«Il metodo è chiaro – premette il Presidente Fabrizio Protti –. Non smettiamo di chiedere agli enti competenti di accertare responsabilità. Vogliamo sapere chi, anche dagli anni precedenti, doveva fare cosa, quali atti dovevano essere prodotti, quali controlli effettuati e chi doveva decidere. Se tutto è stato fatto correttamente, saranno gli atti a dimostrarlo. Ma qui c’è una catena di comportamenti, decisioni e silenzi che, ad avviso dello Sportello, va ricostruita per intero».

IL CUORE DELL’AZIONE: UNA COORDINATA INDAGINE AMMINISTRATIVA, DA ROMA A BRONI

La prima direttrice è il diritto amministrativo. Lo Sportello, insieme ai genitori che hanno appoggiato e appoggeranno l’azione, ha già cominciato e procederà, anche con gli strumenti di accesso previsti dall’ordinamento, alla ricostruzione sistematica di lavori, manutenzioni, censimenti, valutazioni del rischio, controlli, comunicazioni, autorizzazioni e procedure di gestione dei materiali contenenti amianto, seguendo l’intera filiera decisionale e di vigilanza, dal livello centrale a quello locale, per cui vige l’obbligatorietà degli enti nella risposta.

«Vogliamo ricostruire chi doveva fare cosa, quando avrebbe dovuto farlo, quale atto avrebbe dovuto produrre e chi aveva il compito di controllare, e come lo ha fatto – afferma Protti –. La nostra analisi non si fermerà a un singolo ente o a un singolo livello: ricostruiremo tutta la filiera, dai Ministeri al Sindaco di Broni, agli enti di controllo e vigilanza, agli enti competenti, alle amministrazioni intermedie, sino poi ai responsabili, Provincia di Pavia e dirigenza scolastica. Abbiamo cominciato e continueremo a cercare non soltanto gli atti che ci sono e ci saranno, ma verificheremo anche se esistono gli atti che avrebbero dovuto esserci da 10 anni a questa parte, per escludere altre eventuali esposizioni».

A guidare il fronte amministrativo saranno le avvocate Virginia Raggi, già Sindaca di Roma Capitale, e Sara Di Cunzolo, cassazionista e amministrativista, PhD in Diritto amministrativo, docente universitaria con specializzazione in ambiente e amministrazione pubblica.

IL CAPITOLO DEI RITARDI: I LOCALI ALTERNATIVI

Dentro l’indagine amministrativa un capitolo a sé riguarderà la catena di atti sull’individuazione dei locali alternativi: una soluzione annunciata già il 20 aprile, formalizzata solo in parte con atti del 28 luglio e, a oggi, ancora priva dei progetti esecutivi, per come già testimoniato dalle prime risposte che arrivano dagli enti responsabili. «Vogliamo sapere da chi e da quali uffici siano dipesi questi ritardi – dichiara Protti – e perché, a mesi dall’annuncio, manchino ancora i progetti esecutivi. Chiederemo conto, documento alla mano, considerando che la narrazione e i fatti stanno rimandando i ragazzi in un luogo che, ad avviso dello Sportello, presenta un rischio da non sottovalutare, nelle more di una futura situazione più sicura».

IL FRONTE PENALE È GIÀ STATO RAFFORZATO

Sul versante penale lo Sportello ha già rafforzato il proprio presidio. L’Avv. Antonio Indolfi, specialista in cause penali che coinvolgono l’amianto, è subentrato nella gestione dell’incarico relativo al procedimento aperto presso l’Autorità giudiziaria di Pavia e ha già depositato al Pubblico Ministero memorie integrative importanti, che chiedono l’allargamento dell’indagine a tutti i fatti, le manutenzioni, le ristrutturazioni e le demolizioni che hanno interessato il Liceo Golgi dal 2017 a oggi, con ulteriori elementi, prove testimoniali e approfondimenti emersi in questi mesi che potrebbero giustificare, ad avviso dello Sportello e del suo Team Tecnico e Legale, un approfondimento da parte degli inquirenti per scongiurare il rischio che un episodio come quello del 23 marzo possa ripetersi. L’attività proseguirà attraverso l’analisi della nuova documentazione acquisita, delle dichiarazioni rese pubblicamente dalla dirigenza scolastica (datore di lavoro), dalla Provincia di Pavia (proprietaria), dai loro preposti (Projit e l’RRA delegato dall’azienda, Dott. Danilo Terradura) e da molti altri, e di ogni ulteriore atto rilevante. La finalità non è anticipare giudizi che spettano alla magistratura, ma mettere a disposizione degli inquirenti una ricostruzione documentale organica e progressivamente aggiornata.

IL FRONTE CIVILE: LA VALUTAZIONE DELL’AGIRE E DEI DANNI ALLE FAMIGLIE

Parallelamente, Fabrizio Protti ha deciso di aprire un fronte con l’Avv. Vincenzo Visone, esperto in contenzioso civile in ambito amianto, che curerà la valutazione dell’agire dei soggetti coinvolti sul piano civilistico e delle eventuali azioni esercitabili dalle famiglie: danni patrimoniali e non patrimoniali concretamente dimostrabili, con attenzione anche ai genitori che, pur preoccupati, non abbiano potuto trasferire i figli per indisponibilità di posti o assenza di alternative. Non lasceremo sole le famiglie: lo Sportello metterà a loro disposizione i propri legali, con le condizioni che saranno illustrate e formalizzate nei relativi mandati. È indubbio, ad avviso dello Sportello, che il 23 marzo abbia creato traumi, ansie e danni già immediatamente quantificabili, con l’auspicio di scongiurare conseguenze più gravi in futuro.

SE E FINCHÉ RESTERÀ APERTA: SOTTO LA LENTE OGNI ATTO E OGNI OMISSIONE

Indagheremo e documenteremo tecnicamente ogni aspetto che, ad avviso dello Sportello, potrebbe configurare profili di illegittimità, ponendolo all’attenzione delle tre giustizie — amministrativa, penale e civile — anche per il presente e per il futuro. Secondo lo Sportello Amianto Nazionale, la scelta di proseguire l’attività scolastica è una decisione di cui chi la ha adottata, a tutti i livelli, è consapevole di assumersi la responsabilità per intero. E se il Golgi resterà aperto, l’indagine non fotograferà soltanto il passato.

«Se l’edificio resterà in esercizio – afferma Protti – ogni atto e ogni decisione, così come ogni mancata decisione, ogni azione e ogni omissione, saranno esaminati sul piano tecnico, amministrativo, penale e civile dalla nostra Task Force. Parliamo degli atti della Provincia di Pavia, proprietaria dello stabile; del Dirigente scolastico, datore di lavoro, anche per il tramite del nuovo Responsabile del Rischio Amianto, il Dott. Danilo Terradura, e della società PROJIT; dell’RSPP, del Sindaco di Broni e di ogni ente. Ciascuno, per la parte di propria competenza, sarà chiamato a rispondere di ciò che avrà fatto e di ciò che avrà scelto di non fare. Atto per atto, firma per firma».

IL DOCUMENTO DEL 9 SETTEMBRE: UNA ULTERIORE PROBABILE CONFERMA DELLA NOSTRA TESI

A rafforzare le convinzioni dello Sportello è arrivato, in questi giorni, un documento ufficiale: l’Informativa per studenti, docenti e personale scolastico, prot. 0009079 del 9 settembre 2026. «Per noi – osserva Protti – è la probabile conferma di tutto ciò che sosteniamo».

Da un lato quel testo ammette la presenza di amianto nelle pareti perimetrali e divisorie dell’edificio e, pur dichiarando “improbabile” il rilascio di fibre, impone una lunga lista di divieti e di allarmi — non forare, non urtare, non manomettere, segnalare ogni rottura o distacco, prestare attenzione persino ai danneggiamenti da vandalismo — e richiama un programma di monitoraggi periodici e di campionamenti dell’aria a cadenza ravvicinata. «Se davvero non vi fosse rischio, non servirebbe tutto questo – rileva Protti –. Quel documento descrive, ad avviso dello Sportello, un rischio reale e, in maniera che riteniamo paradossale, ne affida e delega la sorveglianza quotidiana a ragazzi e insegnanti».

Dall’altro, un’informativa così dettagliata compare soltanto ora: e non ci risulta che un atto analogo l’abbia mai preceduta. «Come vivevano la regolare gestione del rischio amianto, che contempla precise procedure, norme e leggi, fino a ieri, studenti e famiglie? Cosa sapevano, come e da quando? – domanda Protti –. Ogni riga di quel documento è, ad avviso dello Sportello, il calco di ciò che avrebbe dovuto esserci prima, o che avrebbe già dovuto interrompere da tempo quella che riteniamo una esposizione grave».

C’è un ultimo elemento, che lo Sportello definisce agghiacciante: quel documento non è un appunto informale, ma un atto ufficiale che porta l’intestazione del Ministero dell’Istruzione e del Merito. «Ed è questo che rende la vicenda una questione che va da Broni fino a Roma – conclude su questo punto Protti –. Le nostre valutazioni tecniche puntuali su quel documento le stiamo già trasferendo, nel dettaglio, nelle sedi competenti. In pubblico ci limitiamo a una constatazione: a nostro avviso pone più problemi di quanti pretenda di risolvere, e certe parole di certi pubblici ufficiali, sempre a nostro avviso, complicano non poco anche la credibilità delle istituzioni in nome e per conto delle quali parlano».

LA TASK FORCE: TRE LINEE POTENTI, UN PRESIDIO TECNICO SENZA PRECEDENTI

«Non lasceremo mai questa battaglia: lo dobbiamo a 500 ragazzi e 70 lavoratori, lo dobbiamo a tutti, anche a quelli che pensano che il nostro sia solo ingiustificato allarmismo. Conosciamo troppo bene il tema amianto e per noi la salute di tutti è l’unico motore: per questo abbiamo deciso di porre il massimo delle energie su quello che crediamo essere uno dei casi simbolo degli ultimi 35 anni di gestione del rischio, e mettiamo in campo ogni risorsa su tre assi». Tre linee d’azione coordinate e un fronte tecnico-scientifico mai visto su un singolo caso. Accanto agli avvocati operano oltre trenta professionisti tecnici, pubblici e privati, già individuati e al lavoro, tra i quali gli estensori della norma UNI 11903:2023 sul censimento dei materiali contenenti amianto e delle Prassi di Riferimento UNI/PdR 152.1 e 152.2, i contributori italiani alle linee guida europee per il survey dell’amianto, gli autori delle guide tecniche INAIL per la sicurezza sul lavoro in ambito amianto e i massimi docenti nazionali esperti sulla responsabilità del rischio amianto.

«Questa è la differenza – sottolinea Protti –. Chi dovesse aver sbagliato nel passato, chi dovesse aver continuato a sbagliare nel presente e chi dovesse sbagliare in futuro non potrà sottrarsi alla nostra legittima indagine amministrativa, penale e civile, condotta con l’ausilio di tutti coloro che esprimono la gestione del rischio amianto in Italia».

AI GENITORI: NON SIETE SOLI, NON ABBIATE PAURA!

«I vostri figli sono in quelle aule adesso – afferma Protti –. Ciò che hanno subito e potranno subire, però, non si cancella. Non è il momento di rassegnarsi o di aspettare ancora: è il momento di esserci». Nei prossimi giorni lo Sportello chiamerà a raccolta genitori, ex studenti, lavoratori e potenziali testimoni in possesso di informazioni o documentazione utili, o che si siano sentiti insufficientemente tutelati o offesi, o che si sentano parte lesa di questa enorme vicenda, che coinvolge potenzialmente la salute di ognuno di noi. Sarà organizzato un incontro online dedicato alle famiglie, con la presentazione ufficiale della Task Force e con gli avvocati presenti, pronti a confrontarsi con i genitori e a presentare le tre linee d’azione, oltre alla spiegazione delle modalità con cui i genitori potranno conferire mandato ed essere assistiti dai legali dello Sportello, secondo le condizioni che saranno illustrate nel corso dell’incontro e formalizzate nei relativi mandati.

«La nostra è una battaglia di diritto alla salute! Non è una battaglia politica o una battaglia “contro”: noi siamo nati per vigilare sulla corretta applicazione delle leggi a tutela di diritti e doveri in ambito amianto, e per questo siamo stati riconosciuti come ente di tutela ambientale. La nostra deontologia ci impone comportamenti chiari, posizioni nette e nessuna deferenza: è una battaglia per i vostri figli e per il diritto a conoscere la verità. Sul passato indagheremo fino in fondo. E se il Golgi resterà aperto, la stessa attenzione sarà applicata a ogni atto che consentirà di tenerlo aperto».

Il webinar con gli avvocati è fissato per venerdì 18 Settembre dalle ore 15.00 alle ore 17.00.

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