Laurentina, il SAN completa la prima indagine satellitare avanzata: vent’anni di movimenti di terra e rifiuti nell’area percorsa dal fuoco.

Ambiente e Legalità · Roma, Municipio IX

Con il metodo autorale AIMI lo Sportello Amianto Nazionale ha ricostruito circa vent’anni di trasformazioni dell’area di Via Laurentina, a Roma, interessata nel luglio 2026 da un vasto incendio. Dalle immagini emergono abbandoni di rifiuti, una rimozione estesa di superficie di profondità ignota e ripetute movimentazioni di terreno raggiungibili da una direttrice meridionale. La relazione tecnica sarà messa a disposizione dell’Autorità inquirente.

Lo Sportello Amianto Nazionale APS — ente di protezione ambientale riconosciuto ai sensi dell’art. 13 della Legge 349/1986 con D.M. MASE n. 166 del 4 luglio 2025 — rende noti gli esiti di uno studio tecnico di telerilevamento condotto dalla propria struttura satellitare sull’area di Via Laurentina, all’altezza del civico 980, nel Municipio IX di Roma Capitale, già segnalata per il possibile interramento di rifiuti e oggetto della nota MASE prot. 0170910 del 7 agosto 2026 sul rischio di dispersione.

Cosa ha fatto lo Sportello Amianto Nazionale

Lo studio è stato realizzato con la metodologia autorale AIMI, proprietaria del SAN, mediante fotointerpretazione multitemporale di immagini storiche e dati satellitari Copernicus Sentinel-2. Il metodo ha permesso di ricostruire l’evoluzione dell’area lungo un arco di circa vent’anni e di delimitare in modo indipendente il perimetro dell’incendio, senza alcun sopralluogo invasivo. Il valore di questo approccio è la restituzione di una memoria oggettiva e georeferenziata del territorio, non altrimenti ricostruibile con verifiche estemporanee.

Vent’anni di trasformazioni: cosa emerge dalle immagini

Dall’analisi, che ha riguardato un’area di circa 43,4 ettari, emergerebbe — ad avviso dello scrivente Ente — una sequenza di trasformazioni così sintetizzabile:

  • Fino al 2019 — abbandoni di rifiuti superficiali diffusi e una fitta rete di accessi e percorsi, con più ingressi che conducevano all’interno del sito.
  • Luglio 2020 — sembrerebbe messa in atto una rimozione estesa e coordinata delle evidenze superficiali su circa 6,38 ettari, di natura e profondità non determinabili mediante telerilevamento, che non equivale ad alcun intervento di bonifica del sottosuolo.
  • Anni successivi — progressiva interdizione, mediante barriere fisiche, degli accessi prospicienti Via Laurentina, mentre si cristallizza un fronte d’ingresso da sud, percorribile con mezzi pesanti.
  • Da quel fronte meridionale — la comparsa di estese movimentazioni di terreno, raggiungibili attraverso una direttrice che si sviluppa dal settore meridionale del sito.
  • Biennio 2024–2025 — movimentazioni di terreno recenti che si sovrappongono per circa 0,75 ettari al perimetro del successivo incendio.

Va detto con chiarezza: la ricostruzione è basata su osservazione e analisi satellitare e non costituisce certezza. Descrive modificazioni della superficie riconoscibili nelle immagini, non la natura dei materiali.

L’incendio del luglio 2026

L’incendio del luglio 2026, delimitato in modo indipendente sui dati Sentinel-2, avrebbe interessato circa 12,34 ettari, pari a circa il 28,5% dell’intera area studiata. Proprio nel perimetro percorso dal fuoco ricadono, in misura spazialmente rilevante, le movimentazioni di terreno più recenti.

43,4 ha
Area complessiva analizzata
~20 anni
Trasformazioni ricostruite
6,38 ha
Rimozione del 2020, profondità ignota
12,34 ha
Area percorsa dall’incendio (28,5%)

Perché serve caratterizzare subito

La convergenza di questi elementi — le movimentazioni recenti ricadenti nel perimetro dell’incendio, il settore già oggetto della rimozione del 2020 di profondità ignota e la relazione spaziale tra la direttrice meridionale di accesso e le aree movimentate — individua, ad avviso dello scrivente Ente, settori nei quali risulterebbe opportuno procedere a verifiche dirette mediante campionamento e caratterizzazione. Ciò in coerenza peraltro con quanto già rappresentato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, che con la citata nota del 7 agosto 2026 avrebbe dato atto di un rilevante rischio di dispersione.

La dichiarazione del Presidente

 

« Dalle evidenze dell’indagine satellitare realizzata dallo Sportello Amianto Nazionale con il metodo AIMI — metodologia autorale del SAN, riconosciuta a livello internazionale tra le più affidabili e già impiegata, anche in collaborazione con lo Stato, in situazioni analoghe — appare evidente che questa vicenda vada indagata non soltanto nelle responsabilità, ma anche nella sua reale consistenza e nella sua genesi: cosa c’è, davvero, sotto quel suolo, e in quale quantità? Oggi più che mai è indispensabile caratterizzare immediatamente l’intera area e stabilire come bonificarla. »

Comm. Fabrizio Protti, Presidente dello Sportello Amianto Nazionale

Documentare e segnalare, non valutare né certificare

Lo Sportello Amianto Nazionale ribadisce che l’analisi ha carattere esclusivamente fotointerpretativo e non consente di determinare la natura, la provenienza o la composizione dei materiali eventualmente presenti, né di accertarne o escluderne la presenza al di sotto del piano campagna. In coerenza con il proprio principio operativo, l’Ente non attribuisce alcuna responsabilità, la cui valutazione resta integralmente rimessa alle Autorità competenti.

La relazione tecnica sarà trasmessa, per il tramite del difensore dell’Ente, all’Autorità inquirente per le valutazioni di competenza, e sarà contestualmente messa a disposizione degli enti preposti ai controlli ambientali e sanitari, affinché possano orientare le eventuali indagini dirette sui settori individuati. Ora più che mai: caratterizzare subito e con urgenza.

SPORTELLO AMIANTO NAZIONALE APS

Associazione di protezione ambientale a carattere nazionale riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (D.M. n. 166/2025), iscritta al RUNTS, punto di riferimento istituzionale in materia di gestione del rischio amianto.

Fonte: relazione tecnica «Analisi multitemporale delle trasformazioni territoriali e dell’area interessata dall’incendio del luglio 2026 – Via Laurentina, Roma», elaborata dallo Sportello Amianto Nazionale con metodologia AIMI

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