FINANZIARIA 2026 E AMIANTO: GUIDA AGLI INCENTIVI PER LA BONIFICA

Bonus edilizi 2026 e bonifica dell’amianto: guida completa agli incentivi della Legge di Bilancio

Con la Legge di Bilancio 2026, lo Stato italiano ha deciso di confermare per un altro anno i principali bonus edilizi, mantenendo per tutto il 2026 le aliquote di detrazione elevate che favoriscono gli interventi di ristrutturazione, riqualificazione e miglioramento degli immobili, incluso il recupero e la bonifica dell’amianto.

Si tratta di una misura di politica fiscale importante, non solo per sostenere l’economia del settore edile, ma anche per permettere alle famiglie e alle imprese di affrontare opere strutturali come la rimozione dell’amianto dalle coperture o da altre parti di immobili residenziali o produttivi, spesso gravose dal punto di vista economico.

Perché i bonus edilizi incentivano la rimozione dell’amianto

La rimozione dell’amianto è un intervento complesso e costoso, che implica:

  • lavori specializzati di sicurezza;

  • smaltimento in discariche autorizzate;

  • piani di lavoro e documentazione specifica.

Le detrazioni fiscali offerte dai bonus edilizi consentono di recuperare una parte significativa delle spese sostenute in dichiarazione dei redditi, riducendo l’onere netto per il proprietario o l’impresa che effettua i lavori.

Importante: l’Agenzia delle Entrate ha confermato che le spese per bonifica e smaltimento dell’amianto sono agevolabili anche indipendentemente da altri lavori edilizi, purché correttamente documentate e tracciate, agevolazione prevista dall’articolo 16-bis del TUIR attraverso il Bonus Ristrutturazioni.

Gli incentivi confermati per il 2026

1. Bonus Ristrutturazioni

  • Aliquota di detrazione:
    50% per gli immobili adibiti ad abitazione principale
    36% per gli altri immobili (seconda casa o unità non principale)

  • Limite di spesa: €96.000 per unità immobiliare

  • Recupero fiscale: in 10 quote annuali di pari importo

  • Periodo di applicazione: fino al 31 dicembre 2026 alle aliquote indicate senza riduzioni rispetto al passato.

Questo bonus è la porta principale attraverso cui chi sostiene spese per la rimozione dell’amianto (ad esempio coperture in eternit) può ottenere un beneficio fiscale consistente, perché la spesa di rimozione rientra tra gli interventi agevolabili purché sia oggetto di una attività edilizia riconosciuta (manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo, ecc.).

2. Ecobonus

Pur essendo principalmente pensato per l’efficientamento energetico, l’Ecobonus può includere la rimozione dell’amianto se questa rimozione è funzionale alla realizzazione dell’intervento incentivato (ad esempio: rifacimento della copertura con isolamento termico, montaggio di pannelli fotovoltaici).

  • Aliquota di detrazione:
    • 50% (abitazione principale)
    • 36% (altri immobili)

  • Recupero fiscale: in 10 anni

  • Campi di applicazione: isolamento termico di pareti e tetti, sostituzione di infissi, installazione di pompe di calore, ecc.

In pratica, se la bonifica dell’amianto è propedeutica a un intervento di miglioramento energetico (ad esempio posa di pannelli fotovoltaici dopo rimozione dell’eternit), le spese per la rimozione possono essere comprese nel computo delle spese detraibili nell’ambito del bonus energetico.

3. Altri bonus edilizi confermati nel 2026

La Legge di Bilancio conferma anche altri strumenti che, pur non essendo specifici per l’amianto, possono migliorare la sostenibilità economica complessiva di un intervento complesso:

  • Sismabonus – detrazioni per interventi antisismici

  • Bonus Mobili – per l’arredo collegato ad una ristrutturazione

  • (dal 2026 alcune misure come il Superbonus e i bonus Barriere Architettoniche sono cessate o fortemente ridimensionate rispetto agli anni precedenti)

 

Come si accede alle detrazioni

Per accedere ai bonus edilizi, compresi quelli utili alla rimozione dell’amianto:

Requisiti tecnici e procedurali

  1. Titolarità del diritto sull’immobile: proprietario, usufruttuario, ecc.

  2. Documentazione dell’intervento: fatture, bollettini, contratti con imprese abilitate.

  3. Bonifico “parlante”: pagamento tramite bonifico bancario con causale corretta, codice fiscale del beneficiario e partita IVA dell’impresa.

  4. Comunicazioni a ENEA: per interventi che riguardano l’efficienza energetica (Ecobonus) o integrazioni come fotovoltaico.

Documentazione specifica per la bonifica dell’amianto

Poiché la rimozione dell’amianto non è un semplice lavoro edile, è necessario:

  • Piano di lavoro amianto: redatto da tecnico abilitato, ai sensi delle normative sulla sicurezza.

  • Certificazioni di smaltimento: prove dell’avvenuto smaltimento in discarica autorizzata.

  • Progettazione tecnica, ove richiesta: per interventi complessi.

Questa documentazione, oltre a garantire la sicurezza e la conformità normativa, è essenziale per dimostrare la legittimità delle spese agevolate ai fini delle detrazioni fiscali.

Esempio applicativo: rimozione eternit + fotovoltaico

Immaginiamo un proprietario che:

  1. Rimuove l’amianto dalla copertura.

  2. Sostituisce la copertura con una struttura isolata.

  3. Installa pannelli fotovoltaici.

In questo caso:

  • Le spese di rimozione dell’amianto sono agevolabili nel Bonus Ristrutturazioni 50/36%.

  • Se l’installazione dei pannelli è collegata al miglioramento energetico, tutte le spese correlate (anche la rimozione) possono essere ricomprese nell’Ecobonus 50/36%, aumentando la pendenza dell’incentivo nel suo complesso.

Le prospettive dopo il 2026

Secondo le principali analisi tecniche:

  • Dal 2027 sono previste riduzioni graduali delle aliquote (36%/30% anziché 50%/36%).

  • Dal 2028 potrebbe stabilizzarsi una detrazione piatta al 30% per tutti i casi.

Questa prospettiva rende strategico programmare gli interventi di bonifica dell’amianto entro il 31 dicembre 2026 per approfittare delle aliquote più elevate.

La Legge di Bilancio 2026 conferma un quadro di incentivi edilizi molto favorevole, mantenendo per tutto l’anno:

  • 50% di detrazione per interventi sull’abitazione principale e

  • 36% di detrazione per gli altri immobili

Queste detrazioni costituiscono uno strumento efficace per affrontare la bonifica dell’amianto, sia autonomamente (attraverso il Bonus Ristrutturazioni), sia come parte di interventi di miglioramento energetico (Ecobonus), compresa l’installazione di impianti fotovoltaici dopo la rimozione di coperture in amianto.

Per proprietari, imprese e tecnici, la combinazione di incentivi fiscali e obblighi documentali richiede un’attenta programmazione tecnica e fiscale, ma offre una concreta opportunità per accelerare interventi di bonifica che da anni sono prioritari per la salute pubblica e la sicurezza degli edifici.

I suggerimenti dello Sportello Amianto Nazionale

Bonus edilizi, FER, contributi pubblici: cosa è cumulabile, cosa no e come farlo correttamente

La Legge di Bilancio 2026 mantiene un quadro di incentivi che offre grandi opportunità concrete per la rimozione dell’amianto, ma solo a condizione che i diversi strumenti siano utilizzati correttamente.
Il tema centrale è la cumulabilità: quando è possibile, quando è vietata e in che modo va gestita.

Il principio generale (fondamentale)

È bene chiarirlo subito, in modo semplice:

Non è mai consentito finanziare due volte la stessa spesa.
È invece consentito affiancare più incentivi se ciascuno copre costi diversi o fasi diverse dello stesso intervento.

Questo è il principio che guida tutti i bonus, contributi e bandi pubblici.

Posso fare la detrazione edilizia al 50%, prendere un incentivo FER e anche un contributo comunale?

La risposta corretta è: SÌ, È POSSIBILE, ma non sulla stessa identica spesa.

Vediamo come.

1. Bonus edilizi (50% / 36%) + incentivi FER (fotovoltaico)

È possibile?

Sì, è possibile e già avviene regolarmente.

Perché?

Gli incentivi FER:

  • non finanziano la bonifica dell’amianto

  • incentivano la produzione di energia rinnovabile

Se per installare un impianto fotovoltaico è necessario:

  • rimuovere una copertura in amianto,

la rimozione diventa un intervento funzionale e propedeutico.

Come funziona correttamente

  • Bonus edilizio (50% o 36%)
    → copre la rimozione e lo smaltimento dell’amianto, il rifacimento della copertura, eventuali opere edilizie.

  • Incentivo FER
    → remunera l’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico (non la bonifica).

Non c’è sovrapposizione, perché:

  • uno agisce sul costo edilizio,

  • l’altro sulla produzione energetica.

Questo schema è ammesso ed è uno dei più efficaci per favorire la rimozione dell’amianto.

2. Bonus edilizi + contributo comunale o regionale per lo smaltimento

È possibile?

Sì, ma con una condizione precisa.

La regola

Il contributo comunale o regionale:

  • riduce la spesa sostenuta dal cittadino

  • e quindi riduce anche la base di calcolo della detrazione fiscale

Esempio pratico

  • Spesa totale per bonifica amianto: 10.000 €

  • Contributo comunale per smaltimento: 3.000 €

  • Spesa rimasta a carico del cittadino: 7.000 €

La detrazione del 50% si applica solo sui 7.000 €, non sui 10.000 €.

Questo è perfettamente legittimo
Sarebbe vietato detrarre anche i 3.000 € già coperti dal contributo.

3. Bonus edilizi + Bando ISI INAIL Amianto

È possibile?

Sì, ma solo se i costi sono distinti.

Il Bando ISI INAIL:

  • concede un contributo a fondo perduto

  • finalizzato alla riduzione del rischio per i lavoratori

Come si possono affiancare

  • INAIL → rimozione e smaltimento amianto (quota finanziata)

  • Bonus edilizio → rifacimento copertura, isolamento, opere edilizie successive

  • È vietato:

  • usare il bonus edilizio sulla stessa spesa già coperta da INAIL

  • È consentito:

  • usare strumenti diversi per fasi diverse dello stesso intervento

Cosa è vietato in modo assoluto

Per evitare errori, è bene essere chiari su ciò che non si può fare:

  • detrarre fiscalmente una spesa già coperta da un contributo pubblico

  •  cumulare due incentivi sulla stessa fattura

  • “spezzare artificialmente” una spesa per farla rientrare due volte

  • non dichiarare i contributi ricevuti

Questi comportamenti espongono a recuperi fiscali e sanzioni.

Cosa invece è pienamente legittimo

  • affiancare bonus edilizi + FER + contributi locali, se ciascuno copre parti diverse

  • usare contributi per ridurre la spesa e detrarre solo la quota residua

  • integrare bonifica amianto e riqualificazione energetica

  • costruire un progetto unico con più fonti di sostegno, ben documentate

Legge di Bilancio 2026 l’amianto e le opportunità

La Finanziaria 2026 non introduce un “bonus amianto” specifico, ma:

  • mantiene alte le aliquote dei bonus edilizi

  • consente l’integrazione con incentivi energetici

  • lascia spazio ai contributi territoriali

È proprio questa combinazione intelligente che rende oggi la bonifica dell’amianto più sostenibile che in passato.

Il ruolo dell’informazione pubblica OBBLIGATORIA

Lo Sportello Amianto Nazionale suggerisce sempre di:

  1. verificare quali incentivi sono attivi a livello nazionale, regionale e comunale;

  2. capire quali spese copre ciascun incentivo;

  3. costruire un percorso combinato ma corretto.

Per questo ricordiamo che:

  1. il Comune è il primo soggetto obbligato a fornire informazione corretta su questi temi;

  2. laddove il Comune abbia attivato l’informazione universale integrata dello Sportello Amianto Nazionale, il cittadino può:

Indicando il nome del proprio Comune, solo se il vostro sindaco avrà ritenuto opportuno integrare la nostra informazione, sarà fornita assistenza gratuita e qualificata per affrontare con serenità, coscienza e competenza ogni aspetto legato alla gestione del rischio amianto.

Qualora il Comune non avesse ancora reso disponibile la nostra informazione, ti invitiamo a maggior ragione, a rivolgerti con fiducia al proprio Comune, che per obbligo di legge dovrà garantire l’assistenza informativa necessaria, come previsto dalle proprie responsabilità istituzionali.

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